Tim e Tom in America è un originalissimo racconto fiabesco di Riccardo Gualino rimasto finora inedito. Lo si pubblica con quaranta disegni di Franco Gentilini, risalenti alla prima metà degli anni Trenta, commissionati al giovane pittore romagnolo dall'autore stesso, in vista di un'edizione illustrata che non ha mai avuto luogo. Tom è un «cane sapiente» addestrato da una zingara a esibirsi nelle fiere camminando eretto sulle zampe posteriori; Tim (Timoteo Curreni) è un giovane contadino cuneese, che l'ha acquistato a una cifra che si vergogna di rivelare, pur di sottrarlo alle percosse dei suoi padroni; Tim e Tom s'imbarcano per l'America, naufragano, si salvano miracolosamente e diventano eroi nel teatro di varietà, insieme a ballerine sensuali, incantatrici di serpenti, ingoiatori di spade, nella New York tra le due guerre, consacrata in fieri da Francis Scott Fitzgerald con II grande Gatsby (1925) e a posteriori da Edgar Doctorow con Ragtime (1975), nella visione tutta speciale e rutilante dell'alta società, del mondo dello spettacolo e della comunicazione giornalistica e pubblicitaria. Tim e Tom in America è un racconto d'emigrazione, scritto da Gualino durante il confino nell'isola di Lipari, tra il 1931 e il 1932, quando ormai la dittatura fascista s'appresta a diventare anche regime culturale e l'America comincia ad assumere la fisionomia di un altrove migliore, che presto diviene luogo del mito. Emilio Cecchi, in una lettera a Gualino, scrive: «Lessi subito, divertendomi moltissimo, Tom e Tim (o viceversa). Il fatto di questo divertimento, schietto e naturale, prova meglio di tutto come il racconto sia riuscito».