Il volume raccoglie quindici saggi, due dei quali inediti, che analizzano con grande lucidità alla principale antinomia che insidia il sapere storico: «da un lato si è consapevoli di quanto sia insostituibile l’esperienza diretta, e irripetibile, dei fatti, smarritasi la quale si avrà un’immagine via via sempre più deformata. [...] Sul versante opposto vi è però la nozione del lavoro storico come progressivo disvelamento di «arcana», la certezza cioè dell’enorme progresso di conoscenza che potrà venire dall’affiorare – tutt’altro che indolore – magari a distanza di anni, di documenti che non erano accessibili, anzi erano ignoti ai contemporanei e che tali restano per molto ancora anche per i posteri. Questo milita in favore di una concezione opposta alla precedente: che, cioè, solo molto dopo i fatti ci si possa illudere di fare storia» (Luciano Canfora)