Il volume si caratterizza prevalentemente per la scelta di inserire alcuni testi di Aby Warburg ancora inediti in lingua originale che si collocano tra il 1889 e il 1914, per una nuova traduzione rispetto alla celebre raccolta omonima apparsa nel 1966 a cura di Gertrud Bing presso La Nuova Italia di Firenze, nonché per aver ristabilito l'originario rapporto tra testo e immagine attraverso cui emergono alcuni dei problemi linguistici ed espressivi che percorrono la riflessione warburghiana.