Attraverso il ripensamento del principio di non contraddizione, la delineazione di una radicale ermeneutica del nulla, e la conseguente critica dell’elenchos aristotelico, questo saggio approfondisce le linee di una filosofia che si pone nettamente al di là delle metafisiche e della metodologia di ieri e di oggi. Intesa come la stessa cosa dell’essere, e delle conseguenze che ne derivano, essa assume un volto assai diverso da quello che la caratterizza quando se ne fa la assoluta legislatrice dell’universo. Che si presenta perciò attraverso, non il principio, ma il suo stesso accadere: che al di là di ogni illusione giusnaturalistica, impone il suo ineludibile carattere. Alla “differenza” che si dà fra il principio e le cose del mondo, e che è tutt’altra da quella pensata nella tradizione filosofica, questo saggio cerca di arrecare un contributo e un chiarimento.