Apparso nel 1974 e da tempo esaurito, si ripubblica oggi senza modifiche questo studio sul rapporto fra intellettuali e politica dalla guerra di Libia alla seconda guerra mondiale. Attraverso il percorso rappresentato dall’organizzazione di riviste (artistiche, letterarie, politiche) particolarmente significative e dalla riflessione su singole personalità come ad esempio Giuseppe Bottai, il libro si propone di mettere in luce la complessa articolazione della cultura fascista, le illusioni, gli errori, le ambiguità di quanti, maggiori o minori, vollero rendersene interpreti e protagonisti.