Accusato di omicidio in terra inglese, nel frangente più difficile che gli sia mai toccato di affrontare, Baretti rifiuta d'essere difeso da un avvocato e dinanzi ai giudici recita «vestito a lutto... con voce alta e patetica» il discorso che ha composto di proprio pugno nei giorni precedenti il processo. Non accetta sconti, e poichè intende «portare fuori l'onore intatto, per rispetto alla famiglia e alla patria» consegna alla cronaca e alla storia il migliore emblema di sé. Quando due anni prima aveva scritto l'Account of the Customs and Manners of ltaly lo animava il medesimo spirito. L'Account, che dopo complesse e confuse vicende editoriali appare ora per la prima volta in traduzione integrale, si maschera come replica polemica contro un insolente libello antiitaliano, ma in realtà è molto di più: critica filosofica ai pregiudizi campanilistici; promozione di un'identità nazionale al cospetto del tribunale dell'Europa; soprattutto è il libro sul non detto dell'Italia. Non luoghi oscuri o profonde dissezioni: per Baretti il riscatto morale e materiale dell'Italia viene da uomini, cose e orizzonti affatto comuni e collocati in piena luce meridiana, ma da sempre, per la loro stessa quotidianità e la superficialità degli sguardi stranieri, invisibili. Colorato di tutti gli umori di Aristarco Scannabue questo viaggio della memoria attraverso l'Italia e i pregiudizi su di essa giunge a noi come un documento di straordinario interesse antropologico e insieme si fa leggere come un romanzo imprevedibile.