Il volume offre un’analisi della circolazione della fortuna dell’immagine di Girolamo Savonarola, frate domenicano arso sul rogo a Firenze alla fine Quattrocento, nella Francia del secolo XVI. La figura di Savonarola venne fatta circolare dai numerosissimi fuoriusciti fiorentini di stanza in Francia – nella ‘nazione fiorentina’ di Lione e presso la corte – e forse dai domenicani ‘lionesi’ del convento di Notre-Dame de Confort, profondamente legati alla sua eredità per ragioni rispettivamente politiche filorepubblicane e religiose. Nel frattempo diversi stampatori francesi – primi fra tutti Josse Bade e Sébastien Gryphe – misero in stampa molte delle sue opere, che vennero anche tradotte in francese e ristampate, a dimostrazione di un indiscutibile successo editoriale. Infine moltissimi uomini di cultura francesi si occuparono del frate italiano nei loro scritti, da Teodoro di Beza a Michel Nostradamus, da Jean Bodin a François de la Noue, da Philippe du Plessis Mornay a Gabriel Naudé. Recuperando un filone storiografico già sviluppatosi negli stati tedeschi, i protestanti videro in Savonarola un loro precursore, mentre molti cattolici continuavano a dipingerlo come un campione di ortodossia, ma va detto che il panorama della ricezione francese dell'eredità di fra Girolamo è molto più complesso e molto più variegato di quanto non si potrebbe pensare. Completa il volume un’appendice con la bibliografia delle edizioni savonaroliane apparse in Francia nel Cinquecento.