Un intellettuale ex comunista, arrivato al settantesimo compleanno, ripercorre senza reticenze la sua intera vita, dalla provincia alla grande città, dall’ultima guerra a oggi: gli affetti privati, gli studi della giovinezza e la produzione della maturità, il lavoro all’«Unità» e nel partito, nell’editoria e all’università. È un’esperienza per molti versi esemplare: una storia di gioie e drammi personali, di passioni e crisi politiche, di alterne fortune professionali, e di frequentazioni e amicizie privilegiate: Luigi Russo e Mario Alicata, Salvatore Quasimodo e Pier Paolo Pasolini, Vittorio Sereni e Paolo Volponi, Italo Calvino e Franco Fortini, e tanti altri. Tra severi bilanci e aneddoti sorprendenti, impietose autoanalisi e rivelazioni spregiudicate. L’autobiografia diventa così un vero racconto, fatto di vicende e di personaggi, di sentimenti e di ideali. Un racconto scritto con l’irriverenza, il disincanto e l’ottimismo, che vengono dal distacco e dall’età.