Storia personale e culturale, storia di parentele e di amicizie, storia di dialoghi partitici e accademici, identikit di un “uomo di cultura” nato all’inizio della seconda guerra mondiale, appartenente quindi al “lungo dopoguerra” e, in Italia, alla Prima Repubblica, uno studioso che si è confrontato (spesso rivelandone l’ambiguità) con le idee del tempo, che non ha accettato la novecentesca divaricazione manichea tra sinistra e destra, che ha contrastato la violenza delle ideologie, sempre coinvolto, invece, nella progettualità sociale e politica. Un po’ Ulisse e un po’ Prometeo, paladino delle diversità culturali, Franco Cardini si rivela ne L’intellettuale disorganico un esemplare protagonista (umile, ma non appartato) delle battaglie intellettuali del nostro tempo.