Tento di, ritrovare ciò che l’ostinata disattenzione alla, vita si sforza di disperdere. Tento di ritrovare i documenti del quotidiano sotto forma di carte, reperti delle nostre esaltate frustrazioni. Carte inquiete è una costola della rubrica, molto seguita dai lettori, pubblicata sul supplemento letterario «TuttoLibri» de «La Stampa». I brevi racconti, come folgorazioni, prendono spunto, ogni volta, da un frammento di carte: una lettera inedita, un cartoncino, la pagina strappata da un libro, il biglietto di un tram... in genere fondi di cassetto, indegni d’essere catalogati nel grande archivio della memoria. Questi racconti potrebbero sembrare forme lenticolari di voyerismo dentro l’esistenza di personaggi famosi oppure anonimi che hanno lasciato il senso del loro passaggio sulla terra in una forfora di carta. Sono in realtà schegge d’esistenze, capaci di suscitare storie che ruotano attorno alla loro essenza di reperti accecati dal tempo. Le carte sono temprate dall’inquietudine; vogliono partecipare al gran gioco della vita. Giuseppe Marcenaro, con un ostinato scavo archeologico sul quotidiano, dietro apparenti evocazioni ironiche e svagate, conduce una sottile indagine sul significato della storia culturale riportandoci alla grande tradizione letteraria del tempo ritrovato.