Le cose dopo è la raccolta delle poesie scritte dal 1999 al 2003, che celebrano i piaceri della vita (l’amore, il cibo, le feste, lo sport) e che indagano sugli appuntamenti col destino (la malattia, i disinganni, le paure del vivere). Ma presenta anche poesie civili (sui tradimenti della storia e l’ambiguità della politica). E paesaggi, volti di donne e canzoni. Il tutto rievocato, indagato, dipinto con malizia e disincanto. Scrive Andrea Battistini nella postfazione: «l’implacabile precisione delle date, delle circostanze e dei nomi – un restauro postmoderno del serventese o un plazer che elenca le cose più desiderate? – , così come l’essere abbarbicato ai luoghi concreti delle strade o delle case, non si risolve né in diafane evocazioni né in fughe verso mistiche allegorie, ma in tangibili referenti su cui Bertoni proietta la Sua sensualità, insieme vigile e bulimica».