L’ultimo mare, «poema da guardare», con la sua incalzante sequenza di metamorfosi visive, più che «poema da interpretare», anche se si presta a un sondaggio analitico, descrivendo una perigliosa navigazione alla ricerca di un’identità psicologica ed etica, è la rappresentazione di un viaggio iniziatico. L’ulisside del viaggio, passato l’equatore, approda a un’isola per portare in secco (salvare) l’«annegato sublime»: l’ultimo mare è la poesia.