Angstbar è un “reportage allegorico” in versi sul dramma della precarietà fisica e psicologica indotta dalla patologia alcolista, con cui Mascioni si inserisce in una illustre tradizione letteraria (che va da Baudelaire a Lowry, da Verlaine a Roth, da Anacreonte a Omar Khayyam), indagando, sulle tracce delle angosce di un ex alcolista, il conflitto tra bene e male, tra vita e morte, tra deriva e libertà. Angstbar analizza psicanaliticamente il tedio esistenziale e al contempo mette in scena una resurrezione, anche morale, con splendente espressività.