Alla ricerca di una via d’uscita dalla crisi dei vigenti modelli culturali, Lino Angiuli continua a organizzare il suo controcanto facendo ricorso ai minima moralia reperiti lungo l’itinerario della coscienza a contatto con luoghi, fisici e mentali, fortemente alternativi a quelli dominanti. L’adozione di un’antropologia essenziale, la frequentazione delle periferie linguistiche, il ricorso a una religiosità primitiva e laica, l’amore distillato attraverso il sogno e la letteratura costituiscono le materie prime dell’attiva costruzione di un’altra visione del mondo.