Canzoniere in morte della moglie Nat, Canzoniere per la sposa perduta è un’opera intensa e struggente, con molte analogie con Xenia di Montale. Seguendo un percorso diaristico lungo l’arco di un anno, le composizioni in versi sottolineano la felicità di un rapporto familiare finito, il confronto con la malattia e il vuoto dell’assenza della donna cara. Lo psichiatra Eugenio Borgna nella postfazione parla di queste poesie come di «un viaggio nella memoria e nella nostalgia, nel dolore e nell’archeologia delle immagini e delle esperienze vissute».