Discorsi in cucina è quasi un romanzo in versi, che ha inizio negli anni Cinquanta. I territori dell’infanzia, le stagioni di una piccola città di mare, l’osteria e la piazza del mercato, la radio, i pranzi, le passeggiate serali. La vita negli interni e negli esterni; frammenti di una commedia umana, con qualche risvolto noir, qualche interrogazione metafisica e contrappunti d’ironia. Una poesia comunicativa, conversativa, con lampi di fiammeggiante lirismo. Niva Lorenzini, nella postfazione, definisce Marco Ferri «un poeta eticamente robusto quanto lessicalmente discreto», la cui scrittura «opta per il ritegno, onorando la poetica dello sguardo attirato dai dettagli, ancorato ai gesti e a un percepire visivo».