La navigazione del Po prosegue, in versi, il discorso incentrato sulla paternità che Andrea Di Consoli ha felicemente iniziato con le poesie di Discoteca e con il romanzo Il padre degli animali. Qui la ricerca dei padri si fonde con la scoperta e la consapevolezza dell’essere padre: «Ho cercato mille padri, / ho telefonato a voci cavernose, / ma dell’identità segue, nelle poesie di Andrea Di Consoli, il profilo della tradizione, della famiglia e delle radici, nell’alternanza di novità necessarie e inesorabili perdite. Le sezioni del libro scandiscono la rappresentazione dell’universo famigliare del poeta, incarnato nelle figure del padre e della madre, della moglie e del figlio, ma anche in quelle degli amici passati e presenti e dei poeti, conosciuti o soltanto letti. Le «piccole cose vere che accadono», al pari dei «presagi e dei sogni» concorrono a disegnare il profilo di un mito poetico personale, segnato dall’angosciosa presenza e incombenza della malattia e della morte, e per questo sorretto da una rabbiosa e viscerale continuazione della vita. Queste poesie mostrano la coerenza e la maturazione di una riflessione avviata in toni aspri e forti nei racconti di Lago negro, proseguita nel lirismo del romanzo Il padre degli animali e qui approdata a un linguaggio immediato e semplice, ruvido e limpido.