William Blake (1757-1827), poeta, pittore e incisore inglese, ha rappresentato la realtà visibile e invisibile, temporale ed eterna, con proiezioni utopiche. Più "visionaria" che "metafisica", la poesia di Blake guida alla conoscenza di personaggi, simboli, rivelazioni e incarnazioni costruendo un personalissimo immaginario. Molti scrittori italiani, da Ungaretti a Sanesi, si sono cimentati nella traduzione dei testi di Blake, ma questa antologia di poesie, incisioni e lettere, curata da Rosa Tavelli e Italo Valent, è la prima scelta organica dell'opera di Blake, studiata, tra l'altro, nella introduzione rivelatrice di Italo Valent, dal punto di vista filosofico, anche nelle sue connessioni con le indagini di Berkeley e Hume. Nelle opere di Blake si parte da indagini sul mondo inferiore per arrivare a fantasie cosmologiche o a progetti etici, uno dei quali concepisce la gratificazione sessuale come perno dell'equilibrio morale.