Il Dialogo su un sogno fu ispirato dall'emozione per la caduta di Costantinopoli, un avvenimento agghiacciante per l'Occidente che vi vedeva i prodromi della sua fine a fronte della espansione turca ed islamica. Quando Enea Silvio Piccolomini inviò il racconto di questo sogno interrotto a Juan de Carvajal erano già passati più di tre anni senza che i Principi cristiani fossero riusciti a reagire all'umiliante sconfitta del 1453. Ed in una lettera aggiungeva: «Ho ancora un'amica, un'amica che non mi delude mai, quando ricorro a lei. Vi chiedete chi sia mai questa amica? È un'amica nobile e potente e gradita a Dio: il suo nome è Filosofia. Lei insegna all'uomo ad accontentarsi di ciò che ha; e a volere ciò? che può accadere, se ciò che vuole non può accadere. Non parlo di quella filosofia di cui oggi molti si vantano, parolaia e ciarliera, ma di quella filosofia che Socrate richiamò dal cielo e che fu amata dal vostro compatriota di Cordova, Seneca...»