...Tra gli infiniti documenti della storia italiana dal 1914 ad oggi, l'opera di Gentile ha un posto privilegiato, perché permette di intendere l'unità che intercorre tra i due periodi di questa storia, il fascista e il postfascista: uniti nel tentativo di realizzare una rivoluzione ulteriore al marx-leninismo: uniti nell'essere due tappe di un processo di dissoluzione. Ciò significa conferire a Gentile nell'ambito della nostra cultura, e non solo della nostra cultura, un posto ben diverso da quello che generalmente gli si riserva: il pensatore a cui Gentile si rapporta sul piano mondiale è Marx, e se Marx è il filosofo che, ha portato l'idea di rivoluzione alla sua coerenza più radicale, Gentile è invece il filosofo del suicidio della rivoluzione: con un perfetto parallelismo fra il momento filosofico e quello politico, l'Italia è la prima terra in cui questo suicidio, che può rappresentare un destino mondiale, si rende manifesto... (Augusto Del Noce)