Pierangela Rossi ha costruito, in cinque sezioni simmetricamente disposte, due uno due, il proprio canzoniere degli affetti: da moglie, da madre, da amica. Kairós è parola greca che indica il conveniente e l’opportuno, nel tempo e nel modo. Kairós è un libro che esprime un momento propizio: il tempo giusto per parlare allo sposo, alla figlia, a un’amica; ed è anche il modo necessario della poesia, quello che ci fa riconoscere in questi «versi sottili», «nelle frasi più lievi», il timbro di una voce poetica potente nella sua delicatezza, armoniosamente matura. Scrive Alessandro Zaccuri nella postfazione: «La ricerca di Pierangela prende le mosse dal dato di fatto della maternità, e alla luce di questo mistero interpreta altri misteri: l’amore coniugale, l’introspezione, la paura stessa alla quale una vita autentica non può sfuggire. Per questo la voce che risuona in Kairós è più che una voce, è il fiato di un corpo presente a se stesso, è spirito e respiro. È il corpo della voce, come ancora può accadere in poesia. Come in questo libro – propizio – accade».