...Tredici anni (1863-1876) di dialogo a distanza. Quattrocentoventidue lettere di delicata bontà, di squisita tenerezza, tra due esseri che tante cose separano. In cui d'arte si parla e differenze si marcano. Al grido di Nohant: «Non darsi interi alla propria opera mi pare impossibile come piangere con altri occhi, e pensare con altra cosa che il proprio cervello», fa eco Croisset: «Credo che la grande arte debba essere scientifica e impersonale. Occorre, con un sforzo della mente, trasferirsi nei personaggi non attirarli a sé», A Sand che chiede se non gli sembri che «in certi momenti, si cominci la vita senza sapere cos'è», Flaubert risponde: «Non provo, come lei, questo sentimento d'una vita che inizi, la stupefazione dell'esistenza di fresco schiusa. Mi sembra, al contrario ch'io sia sempre esistito. E possiedo ricordi che risalgono ai Faraoni. Mi vedo nettamente nelle differenti età della storia, esercitando differenti mestieri in svariate fortune. Il mio attuale individuo è il risultato dei miei individui scomparsi. Sono stato battelliere sul Nilo, leno a Roma, nel tempo delle guerre puniche, poi retore greco nella Suburra, dove venivo divorato dalle cimici. Sono morto, durante le Crociate, per aver mangiato troppi grappoli d'uva stilla spiaggia di Siria. Sono stato pirata, e monaco, saltimbanco e cocchiere, forse imperatore d'Oriente, anche». Di questo lungo, ininterrotto filo, che solo la morte riesce a spezzare, l'anno 1870 costituisce il centro, non solo cronologico. Cardine, attorno a cui si avvolgono e si svolgono queste trame epistolari. Un infernale e nero gorgo che attira e respinge. Che opprime e dispera. A cui si è necessariamente orientati, da cui si riemerge stravolti. Non solo nelle individuali fortune, ma nella sorte epocale. Data di destinale importanza perché segnata dal conflitto franco-prussiano, che inaugura un nuovo ordine del mondo. Flaubert ne è certo. D'ora in avanti, sarà questo il suo credo: «La guerra di Prussia mi ha fatto l'effetto di uno stravolgimento della natura, uno di quei cataclismi che si producono ogni seimila anni» [...] «Stiamo per entrare in un'era stupida. Che sarà utilitaria, americana e cattolica. La stirpe latina agonizza. La Francia seguirà l'Italia e la Spagna. Che il bifolchismo abbia inizio»...