Pubblicato a Parigi nel 1921, Il primo della classe è l’unico romanzo del grande critico Benjamin Crémieux. Con un linguaggio e uno stile tra i più belli della prosa francese del Novecento racconta la storia, ambientata nell’inquieta provincia del Sud della Francia, di Jean Rigaud, tredicenne figlio di un cappellaio: è lui il «primo della classe», il capo riconosciuto di una banda di ragazzi, il più bravo a scuola, il più forte, il più intelligente... Il romanzo si dipana attraverso un’adolescenza trascorsa fra sogni e utopie, manie di grandezza e trasalimenti d’amore, per poi inseguire l’impossibile progetto di una Occitania indipendente attraverso un disegno politico rivoluzionario. Non privo di consonanze con Il grande Meaulnes di Alain-Fournier, Il primo della classe è un romanzo di sofferenza spirituale e di avventure impreviste, dove la brutalità del reale prende sempre il sopravvento sulla costante favolosa: un crudele romanzo di deformazione, la storia di un visionario attratto da una vita al massimo.