Dei tre o forse quattro Filostrati che vengono ricordati dalla tradizione antica, si attribuisce al Secondo e Maggiore – vissuto nel finale del II e durante la prima metà del III secolo d.C. –, un testo giustamente famoso, capitale nella storia della letteratura artistica: le Eikones, Icone cioè Immagini, che descrivono una visita guidata, in forma di dialogo tra un sofista e i suoi giovani allievi, a una galleria immaginaria di oltre sessanta quadri, collocata a Napoli. È l’occasione di una strepitosa performance retorica, in cui la parola si propone a confronto vittorioso con l’immagine. L’opera ha sollecitato interesse di filologi ed emulazione di artisti e alimentato, in Goethe come in numerosi storici e amatori delle arti figurative, l’illusione di poterne in qualche misura risarcire la grande e purtroppo perduta pittura degli antichi. La nuova immagine di Filostrato, che scaturisce da questa edizione commentata da Letizia Abbondanza, esamina il testo antico dal punto di vista del pubblico dell’arte e del suo gusto, e dà qui anche una nuova e puntuale traduzione italiana, accompagnata da note di commento rivolte soprattutto a rimarcare la qualità specifica della memoria visiva di Filostrato: sorta di warburghiano dell’antichità, che guardava all’arte del suo passato con gli occhi del suo tempo. Il volume è corredato dalle belle illustrazioni del pittore austriaco Moritz von Schwind ispirate alle Immagini di Filostrato.