Antigone, Ulisse, Don Chisciotte, Pierre Be┼żuchov o Josef K. non sono soltanto immortali personaggi di immortali testi letterari, possenti segni in un perfetto sistema di segni, ma contano nella nostra vita in quanto rivelazione di un suo senso o non-senso che, trasmesso dalla letteratura e soltanto dalla letteratura, trascende quest’ultima. Nessuno di noi sarebbe quello che è – nel suo essere, nel suo sentire, nel suo modo di amare, nelle sue speranze e nelle sue paure – se non avesse letto alcuni grandi libri che hanno contribuito a formare la sua persona. Cosa sarebbe Borges senza le antiche spade delle saghe norrene o il mito del Minotauro? Del resto, come ha ricordato Roberto Alonge nella sua monografia, non solo in Italia, ma anche altrove Ibsen è stato visto come una cartina al tornasole o un osservatore meteorologico di tutta una crisi di civiltà (Claudio Magris).