...Ho del teatro una idea piuttosto perplessa, e tuttavia eccitante; un sistema di diffidenze, irritazioni e imprecise speranze. Mi irrita che a teatro ci siano attori e pubblico. Cominceremo, dunque, e per tempo a inchiodare porte e finestre...

...Non amo, diffido di, disamo, ho in uggia, in dispetto, detesto il teatro agonistacentrico, inventato per il grande attore, colui che strappa l’applauso a scena aperta...

...Vorrei definire il teatro: occupazione verbale, gestuale e visiva di uno spazio privilegiato. Privilegiato significa che il pubblico è ‘fuori’. Proibiti gli applausi, sconsigliato l’ingresso...

...La parola teatrale è un luogo plastico, oggettivo, non psicologico, a deplorare l’ineffettualità metafisica di un rapporto sessuale; ma a costruire un oggetto astratto, inafferrabile, mentitore...

(Giorgio Manganelli)