L’unica edizione del Paradoxon risale al 1596, l’anno della morte di Bodin, anche se lo stesso Bodin informa il lettore di aver concluso il testo già il 30 agosto del 1591. Si tratta di un’opera della piena maturità di uno tra i massimi pensatori del Rinascimento francese, polemicamente diretta contro la morale del ‘giusto mezzo’ di pretesa origine aristotelica. Vi è rappresentato un dialogo tra padre e figlio in cui sono affrontati alcuni dei temi classici della filosofia morale: a che cosa sia dovuta l’origine del male; in che cosa consistano il sommo bene, il dovere ed il fine dell’uomo; se gli uomini, dopo la morte, debbano aspettarsi, oppure no, che alla loro anima siano riservati premi o punizioni commisurati alle azioni commesse nel corso della vita; se sia possibile, con le sole forze umane, compiere ciò che è prescritto dalla legge divina e meritare così la salvezza dell’anima. L’edizione latina del Paradoxon è oggi assai rara ed è qui riprodotta accompagnata dalla prima traduzione italiana integrale dell’opera, nonché prima versione del testo in una lingua moderna. Nel 1598 ne fu pubblicata, postuma, una traduzione francese, opera dello stesso Bodin, riprodotta in Appendice in questo stesso volume.