Ezra Pound, personalità affascinante e controversa, è considerato una delle voci più alte della poesia del Novecento. Thomas S. Eliot, che fu suo amico ed ebbe il suo prezioso aiuto per pubblicare l’opera che lo fece conoscere al mondo, La terra desolata, riteneva che ‘il miglior fabbro’ (come Eliot definì Pound nella dedica a The Waste Land) fosse anche uno dei critici letterari più acuti del suo tempo. Decise quindi, d’accordo con il poeta americano, di scegliere e raccogliere in volume i saggi più significativi da lui scritti nel corso degli anni, con la precisa intenzione di rendere chiaro che «1) Pound ha detto molte cose sull’arte di scrivere e massimamente di scrivere versi, che hanno valore e utilità perenni; 2) Pound ha detto molte cose singolarmente adeguate ai bisogni del periodo in cui furono scritte; 3) Pound ha imposto alla nostra attenzione non soltanto dei singoli autori, ma intere aree di poesia che ormai nessuna critica potrà permettersi di ignorare». Va detto subito che le idee di Pound sono assolutamente anticonvenzionali e soprattutto antiaccademiche: non v’è in esse alcun rispetto reverenziale per il canone e per tanti autori conclamati da sempre, come Shakespeare, Goethe o Tolstoj. Pound considera la poesia drammatica una sottospecie della poesia, ma ha richiamato l’attenzione della critica su aree di produzione poetica fino ad allora ignorate o poco note, come la poesia provenzale, la poesia italiana del Duecento, la poesia cinese e quella giapponese. Le sue analisi sono trancianti ma precise e argomentate: interessante, curioso, divertente e sorprendente è il breve elenco che il poeta-critico fa delle opere e degli autori veramente importanti che ogni persona colta deve assolutamente leggere. Leggendolo saremo stupiti di non trovare alcuni autori considerati da tutti dei classici. Questo prezioso volume, da troppo tempo introvabile, offre all’inizio un lungo trattato di più di cento pagine, “L’arte della poesia”, in cui è esposta la poetica di Pound, e poi molti saggi su singoli autori, in cui viene applicata in concreto la sua teoria critica: Omero, Catullo, Cavalcanti, Dante, Chaucer, Swinburne, Lionel Johnson, Yeats, Joyce, Henry James.