Questo romanzo, pubblicato per la prima volta nel 1964, è un colpo di sonda memorialistico nelle inquietudini, nelle illusioni e disillusioni, nelle passioni e nei tradimenti degli intellettuali del Novecento. Con questo romanzo e con il volume saggistico La coda di paglia (1962), Guido Piovene ha costruito una spietata controanalisi sui fantasmi esistenziali e ideologici propri e dei coetanei. Guido Ceronetti ha scritto: «Le Furie sono un momento di alta scrittura della maturità di uno scrittore, la cui maturità è fatta di una successione costante di alta scrittura, di stile fatto lezione, di esercizio incalzante della dinamis del pensiero».