Le critiche teatrali di Gramsci dal ’15 al ’20 non sono ancora note come meritano. Pubblicate in gran parte per la prima volta nel sesto volume delle Opere presso Einaudi nel lontano 1950, vennero riedite con alcune nuove attribuzioni in appendice a quattro raccolte di articoli torinesi di Gramsci, apparse sempre presso Einaudi nel 1980, ’82, ’84 e ’87 (le cinque edizioni citate sono da gran tempo esaurite). La presente edizione le ripropone tutte integralmente, in ordine cronologico. L’ampia introduzione di Guido Davico Bonino, oltre a sottolineare la carica etico-civile dell’impegno cronistico gramsciano, fa’ da guida al lettore all’interno di un lavoro minuzioso e fittissimo, che non esita ad affrontare alcuni dei nodi cruciali della scena italiana ed europea del primo Novecento: dal teatro delle passioni morali alla Ibsen o alla Andreev a Pirandello e al pirandellismo, ai futuristi, ai grotteschi, mentre penetra nel nucleo dell’interpretazione scenica, battendo in breccia alcuni miti della tradizione tardo ottocentesca, come quello del Primattore e invocando all’opposto il rispetto della collettività attorale, grazie alla quale soltanto l’opera teatrale svela tutti i suoi variegati messaggi.