Il volume raccoglie i precoci studi di storia delle religioni ed egittologia del saggista e germanista Furio Jesi scomparso precocemente a trentanove anni nel 1980, insieme alle testimonianze del suo interesse per figure della letteratura tedesca moderna come Rilke (1964) e Thomas Mann (1973). Si tratta di interventi che corrispondono per lo più al periodo di formazione di questo studioso nell’ambiente torinese degli anni Cinquanta e dei primi anni Sessanta e ai viaggi da lui compiuti in Grecia e in molte città europee in cerca di un contatto diretto con i maggiori studiosi del momento. I vari saggi, insieme al volume La ceramica egizia (qui riproposto nella sua interezza), documentano l’interesse anche teorico di Jesi per il simbolo, il mito, i fenomeni religiosi e culturali, indagati anche nelle loro implicazioni epistemologiche e ideologico-politiche. Oltre agli interventi eruditi pubblicati da Jesi in qualificate riviste italiane e internazionali e alcuni testi inediti qui proposti per la prima volta, concorrono a restituirne la vivacità degli interessi anche alcuni scritti più divulgativi apparsi sulla rivista «Storia illustrata» negli anni Sessanta. Il lettore può così ritrovarsi faccia a faccia con l’impressionante e multiverso laboratorio di un vero e proprio enfant prodige, confrontarsi con l’opera in gestazione di un autodidatta, prima che egli elaborasse – sulla scorta della distinzione attuata dal suo amato-odiato ‘maestro’ Karoli Kerényi fra mito e mitologia – la teoria di una ‘scienza del mito’ e indagasse il dispositivo di una ‘macchina mitologica’ applicata al linguaggio e alla letteratura.