Il 18 luglio del 1936 Orio Vergani si trovava a Barcellona per servizio quando scoppiava la guerra civile spagnola. Arrestato nel suo albergo con gli altri inquilini e sospettato ingiustamente di aver sparato dalle finestre uccidendo un «compagno», veniva arrestato e sottoposto a processo sommario da parte di un improvvisato tribunale anarchico. Per sua fortuna, il console italiano a Barcellona riusciva a farlo liberare, consentendogli di tornare in Italia pochi giorni dopo, su una nave inviata appositamente in Spagna dal governo italiano. Ma un racconto molto più lungo e circostanziato fece cinque anni dopo (1941), sulla rivista fascista «Legioni e Falangi». È questa versione «lunga» che viene ora recuperata e pubblicata per la prima volta. Vergani limita al minimo i cenni alle sue simpatie per i franchisti e privilegia la narrazione dei fatti di cui è stato testimone. Dove lo scrittore si esprime al meglio, con tocchi quasi espressionistici, è in alcune pagine che rivelano uno spiccato senso del grottesco e del licenzioso. L’insieme è di godibilissima lettura e costituisce inoltre una rara cronaca in presa diretta di quegli eventi drammatici.