Tra il I e il II secolo d.C., contro la corruzione imperiale di Roma Decimo Giunio Giovenale proruppe con l'indignatio dei suoi versi; alla metà circa del 1300 contro la depravazione della Chiesa di Avignone (religiosa e a suo giudizio anche politica) Francesco Petrarca scatenò la sferzante satira delle sue Sine nomine. Con il crescere delle umane scelleratezze, afferma Petrarca nella praefatio di questo suo eccezionale libello, è cresciuto l'odio del vero e lo scettro è stato consegnato all'adulazione e alla menzogna. E in chiusa della medesima: «Non è con me che dovrete fare guerra ma con la Verità, di fronte al giudizio di Dio e alla testimonianza del mondo».