Attorno a quella di Nuto Revelli (con la sua lectio magistralis all’Università di Torino, e la conversazione registrata e sbobinata del suo incontro con gli studenti di Marburg) sono qui raccolte le voci di alcuni che gli furono vicini, collaborarono con lui nelle ricerche, ne discussero insieme, e ai quali si affezionò, e di altri che invece lo hanno conosciuto soltanto attraverso gli scritti e la parola. Il punto di incontro per tutti loro è stato la singolarissima avventura, un po’ trovata per caso un po’ perseguita e inseguita, del soldato tedesco Rudolf Knaut, scomparso nella campagna cuneese nella primavera del 1944, ucciso e non seppellito, intorno al quale convergono i fili problematici della natura delle guerre, del significato della morte, temuta data e subita, della lotta e della politica, che difficilmente possono essere disgiunte e quando lo sono è purtroppo sempre a vantaggio della prima. Nel ricordo di Nuto Revelli, i collaboratori di questo volume vogliono sperare non soltanto che i suoi ammaestramenti rimangano ben presenti a tutti noi e si diffondano, ma anche che — in un certo senso — grazie al suo modello riusciamo a superare le difficoltà che il mondo della democrazia della pace e dei diritti sta attraversando e forse sempre attraverserà. Il disperso di Marburg è al centro di questo volume nel quale sono rappresentati e discussi i moltissimi profili umani e violenti, ideali e dolorosi, familiari e universali, che trovano nella figura di un soldato tedesco le condizioni nelle quali Nuto Revelli riesce infine a fare i conti con il nemico.