Libro maternale, Falò de’ rosarî è un libro d’orfanità perché emana dal materno. Se è scritto dal qui vivente, lo è idealmente sotto dettatura di paradiso. L’orfano sa solo l’erranza terrestre di colui che si è perduto: dal lutto del mai più l’orfanità migra nel per sempre del salmo poetico. E la poesia è maternale poiché dono del celeste. Non dice le cose perdute del cuore, è preghiera che cade dal cielo, il materno che discende ad una libera terra d’incontro. La lingua dunque è un’ascesa al sospeso paese della madre. Ma quando si parla, la parola irrompe dalle rovine del tempo. Falò de’ rosarî è allora voce di madre che accompagna, che ormeggia il sentiero per liberare la via. Madre venuta al figlio a tenere per mano: stella polare nella notte del mondo.