Qualunque rappresentazione si dia del Mediterraneo, qualsiasi storia se ne voglia narrare, qualsiasi immagine se ne voglia tracciare, rimaniamo pur sempre vincolati a costruzioni e schemi più o meno convenzionali. Questo libro parte da questa convinzione, interrogandosi su alcune delle attuali rappresentazioni del Mediterraneo e su come esse si siano diffuse tra le sue coste. È un problema di parole, di come alcuni termini e le idee che essi trascinano abbiano circolato tra le diverse culture di un mare chiuso e di come, così circolando, abbiano costruito le immagini di un mondo. Con una considerazione: se è vero, come da più parti si sottolinea sempre più spesso, che il Mediterraneo è uno spazio di dialogo, di scambio tra le culture, prima ancora di essere un concreto spazio fisico o sociale, allora, per evitare che tale considerazione non si riduca a semplice retorica, varrà forse la pena interrogarsi sui meccanismi di tale dialogo, chiedersi come le idee, prima ancora delle barche, abbiano navigato in questo mare.