Pensare di poter descrivere in modo esauriente ciò che ha significato, per la vita e l’opera di Attilio Bertolucci, l’universo della pittura, sarebbe come pretendere di misurare quanta parte di cielo trattenga in sé, e restituisca in riverberi, il mare. Il meno che si possa dire è che la sua parabola esistenziale e creativa è stata un ininterrotto corteggiamento amoroso dei colori del mondo, della corrusca scenografia dei cieli, dei riflessi di luce sull’acqua o sugli alberi, delle tinte cangianti dei paesaggi o degli interni domestici, e degli innumerevoli modi in cui i pittori (dai grandissimi ai minimi) hanno saputo calare tutto ciò, e molto altro, negli impasti, nei pulviscoli, nei tocchi, nelle alchimie delle loro tavolozze. Nutrita da una sensibilità vibratile, innamorata della varietà maculata dei giorni e delle loro infinite risorse di sortilegio, la poesia di Bertolucci è ricchissima di riferimenti sottintesi o dichiarati alla pittura antica e moderna. Ma, accanto all’opera poetica, occorre ricordare l’intensa, appassionata attività di Bertolucci come giornalista e saggista nel campo dell’arte. Nel corso degli anni l’entusiasmo, la curiosità, il gusto della scoperta e anche le richieste della committenza hanno portato Bertolucci attraverso le mostre più diverse, a tu per tu con avventure creative mai circoscritte entro un canone stretto, delineato a uso personale. Se da un lato, senza dubbio, egli era attratto, come l’amico Francesco Arcangeli, dai pittori ‘neonaturalisti’, la sua vitalità lo ha spinto spesso a confrontarsi, cogliendone gli elementi più immaginosi e inventivi, anche con gli autori funamboli, con i pittori visionari, eccentrici, fantastici. Il presente libro raccoglie tutti gli articoli più significativi del poeta sull’arte, tranne quelli già ripresi in volume. Accostarsi a queste pagine vorrà dire, per coloro che già conoscono e apprezzano le straordinarie qualità del Bertolucci prosatore, ritrovare un maestro e un amico impareggiabile; per tutti gli altri sarà una grande rivelazione.