2 TOMI INDIVISIBILI

L'epistemologia del negativo si impone in tutti i campi. È stato Bachelard a mostrarlo, più ancora di Hegel. In fisica, si sono rivelati indispensabili alcuni termini – pensiamo alla sorprendente nozione di anti – senza i quali per definizione non si può porre alcuna realtà «rappresentabile». In psicologia, l'inconscio svolge un po' il medesimo ruolo: puro simbolo o no, l'inconscio invita a esplorazioni che non possono venir formulate prescindendo da esso. Obscurum per obscuris – è stato detto. Può darsi, ma l'ordine del sapere è fatto in modo che la penetrazione delle apparenze richiede oggi nozioni negative e paradossali. Ho l'impressione che Eugenio Battisti abbia voluto fare con il suo Antirinascimento qualcosa di analogo [...] L'opera di Battisti è una specie di millepiedi; non procede in modo facilmente distinguibile, rimette sempre tutto in causa. In un flusso di riferimenti «introvabili» (un po' alla Foucault), tende infine a immergere la cultura del rinascimento, compresa la grande arte, in una sorta di bagno «antropologico» e a mettersi da parte per vedere, con malizia e insieme con onestà, cosa ne verrà fuori (André Chastel)