Fondata su una nuova collazione dei tre manoscritti del XVI secolo, di proprietà della Società Storica Comense (Fondo Aliati, 28.1, parzialmente autografo di Giovio, e Fondo Aliati, 28.2, con varianti autografe gioviane) e della Biblioteca Comunale di Como (1.6.16, con varianti autografe gioviane), la presente edizione critica propone il testo del Dialogus in una forma profondamente rinnovata rispetto all’editio princeps (1984), che pure offrì per la prima volta il dialogo in veste integrale (compreso il libro II, già edito da Girolamo Tiraboschi sulla base di una copia trasmessagli da Giovan Battista Giovio): la presente edizione ne ha emendato gli errori, di lettura ma non solo, ha proposto inedite congetture fondate su nuove interpretazioni di punti problematici, e di fronte a codici pesantemente segnati da addizioni, sostituzioni e cancellazioni, un fitto intarsio di varianti, per lo più autografe, marginali e interlineari, ha offerto un nuovo apparato critico, ispirato a criteri che ambiscono ad una piena leggibilità. Se nuovo è il testo critico, inedita è la traduzione (finora del Dialogus erano stati pubblicati, in una lingua moderna, solo brevi lacerti): il commento, d’altro canto, non ha fruito della magnanimità di precursori con i quali confrontarsi, salvo – ancora – relativamente a brevi passi antologizzati, e l'introduzione (della cui ampiezza l’autore rispettosamente chiede venia) aspira a fornire alcune chiavi d'accesso, che si ritengono non denegabili, ad una comprensione storica del Dialogus.