«Le piace Tacito?» Così Napoleone interrogava Goethe, incontrandolo nel 1808. Bonaparte non amava per nulla lo storico romano che aveva narrato le tirannidi di Tiberio e Nerone: e certo un moderno Tacito non sarebbe stato tenero con il cesarismo del Primo Console divenuto Imperatore. È questo il tema d’avvio di uno dei saggi di Piero Treves, storico del mondo greco-romano e della cultura classica in Italia, qui riproposti. Quali linee hanno caratterizzato il dibattito degli studi di storia antica dall’età neoclassica alle guerre mondiali? Quale posto hanno occupato grandi storici antichi come Tucidide e Tacito, biografi come Plutarco e Svetonio, nell’Italia e nell’Europa tra Ottocento e Novecento? Attraverso una scrittura particolarissima, appassionata e ricca di erudizione, rivivono stagioni passate della cultura, ritornano le riflessioni, le speranze e le inquietudini che la storia dei grandi uomini di Grecia e Roma ha suscitato negli uomini colti dell’età moderna. E si comprende che il confronto con la forza e l’attualità dei paradigmi classici è particolarmente salutare in un tempo come l’attuale, dominato da istanze pratiche e povero di grandezza.