In un paese dove giornalisti, letterati e intellettuali si prendono sempre maledettamente sul serio, i corsivi di Riccardo Chiaberge sulla “Domenica” del Sole 24 Ore hanno a lungo rappresentato uno dei rari esempi di satira culturale di successo. Questo libro raccoglie una selezione delle rubriche “Contrappunto” e “Vespe” pubblicate tra il 2004 e il 2010 sul supplemento del Sole e in seguito sull’inserto “Saturno” del Fatto Quotidiano. Scrive l’autore nel prologo: «A essere presi di mira nelle Vespe e nei Contrappunti non sono quasi mai bersagli secondari: in mezzo alla pletora di scrittori e intellettuali dall’ego ipertrofico colti in flagranza di vanteria o di trombonata, svettano i numi dell’Olimpo letterario, i Cacciari i Citati gli Eco i Severino, le grandi stelle del circo mediatico da Mieli a Scalfari, e poi sindaci e onorevoli col chiodo della narrativa, romanzieri mediocri ma dal cognome altisonante, registi primedonne, archistar e scienziati grafomani, Nobel e Premi Strega o Campiello. Ma vengono spesso tirate in ballo anche lobby potenti come clero e Opus Dei, Cielle ed Ellecì (Comunione & Liberazione e Lotta Continua), leghisti ed ex-sessantottini, ministri con portafoglio e senza, politicanti di destra, di centro e di sinistra… Se mi guardo intorno, ogni tanto la solitudine mi pesa. Possibile che siano così in pochi a farmi concorrenza? Che negli inserti culturali scarseggino gli insetti molesti? Che l’irriverenza verso il potere costituito, la grinta del cronista d’assalto, la voglia di smascherare menzogne e ipocrisie, l’aggressività da talk show che caratterizza le firme di punta del giornalismo politico trovi solo occasionalmente riscontro nelle pagine letterarie? Quasi che il mondo della cultura fosse un’isola felice, incontaminata come un’oasi del Wwf, un paradiso immune da caste e giochi di potere, che non conosce intrallazzi, scambi di favori e corruzione?».