La chiave interpretativa della prospettiva simbolica, illuminante nel guidare alla comprensione della creazione artistica, come Erving Panofsky mostrò nel suo famoso saggio del 1927, è qui utilizzata per individuare la natura oggettiva del fenomeno terroristico, superando le incrostazioni tanto delle condanne e delle recriminazioni quanto delle narrazioni retoriche e scandalizzate. Il terrorismo è una pratica inerente la vita politica, interna e internazionale e va analizzato nella sua dimensione esistenziale, senza velare la realtà con schermi, barriere o paure. Nello stesso tempo tuttavia è necessario chiarire che terrorismo, guerra e guerriglia non sono la stessa cosa e che invece, mescolando queste diverse pratiche, si ferisce la verità diffondendo notizie e valutazioni che impediscono la formazione di una corretta opinione pubblica internazionale. E poiché l'informazione è essenziale al dibattito democratico, la capacità di guardare approfonditamente nel fenomeno terroristico, e quindi con quella prospettiva simbolica che smaschera le trappole ideologiche che altrimenti scattano, diventa una naturale e necessaria pre-condizione per ogni forma di rifiuto della violenza e di opposizione alla scorciatoia del terrorismo.