Le parole, tenute anche in lingue diverse (il francese, il latino) come a toccarsi in una più vasta risonanza, snodano immagini tali da condurre chi legge in un altrove fuori delle ragioni e dei timori, verso una diversa apprensione del reale e dell’immaginato, per una vagheggiata salute. Vi confluiscono storie remote, disfatte mitologie, verità varie e distorte. […] Un libro di poesia è tale se sgorgato e legato da un’ossessione. Questa lo rende necessario, lo spinge verso un esito che va al di là della persona e di un destino per divenire esistenza che s’interroga e si traversa. In un desiderio di mutamento, di liberazione. E questo di Sonia Gentili è un libro di poesia.
(dalla prefazione di Elio Pecora)