Se l'Ottocento è stato un «secolo di prosa» (Gianfranco Contini), il Novecento può essere considerato il «secolo delle riviste». I centoventi manifesti programmatici, radunati e selezionati all'interno dello sterminato panorama di pubblicazioni periodiche, lo testimoniano a pieno titolo. Questi testi forniscono la linea interpretativa con cui ripercorrere la vicenda culturale e politica di un intero secolo – da «Convito» (1895) a «Leonardo» (1903), da «Solaria» (1926) a «Corrente» (1938), da «Il Politecnico» (1945) a «Cronache sociali» (1947), da «Il Mondo» (1949) ad «Alfabeta» (1979), da «Il Cavallo di Troia» (1981) a «Concertino» (1992) – e delineano le quinte di un solito teatro in cui si confrontano contrapposizioni ideologiche e scoperte scientifiche, stermini e migrazioni, conflitti sociali e utopie. L'insieme delle "prime pagine" e delle schede storico orientative di ciascuna testata contribuisce a formare un'avvincente galleria di nomi e di luoghi, spaziando dalla critica letteraria alle indagini socio-antropologiche, dalla sperimentazione dei linguaggi e dei saperi alla riflessione sulla contemporaneità, dall'inquietudine religiosa ai fermenti dell'avanguardia. E in questo vasto e articolato orizzonte matura un'idea di cultura per l'uomo fortemente intrisa di ragioni morali e civili.