A metà dell’Ottocento l’America è ancora alla ricerca della propria identità culturale, fatalmente divisa tra le rotte battute e sicure del Vecchio Mondo e quelle incerte e affascinanti del Nuovo. In questi anni il filosofo Ralph Waldo Emerson, che aveva proclamato l’indipendenza dalle muse europee, scopre il valore universale della poesia di Dante e fa di lui un autentico moderno mito americano. A Emerson si deve la prima traduzione in inglese della Vita nuova, ancora inedita in Italia e qui presentata in edizione critica on a fronte l’editio princeps del libello. Introduce il volume un saggio storico che pone in contesto il lavoro traduttorio di Emerson e ricostruisce le tappe della sua lettura di Dante, restituendo al lettore una tra le più belle pagine delle origini ottocentesche del dantismo americano.