Non si può ancora oggi parlare di dossografi senza pensare all’opera magistrale con cui Hermann Diels ricostruì nelle sue linee fondamentali la storia della tradizione dossografica della fisica, dalle Dottrine dei fisici di Teofrasto fino alle compilazioni degli ultimi secoli dell’evo antico. I Doxographi Graeci furono pubblicati a Berlino nell’ormai lontano 1879. Dopo di allora, pur non essendo mancate ricerche variamente connesse con i testi dossografici superstiti, non comparve un lavoro complessivo che per serietà di impegno e per ampiezza di indagine potesse avvicinarsi all’opera del Diels, costituendone, per così dire, la continuazione. Lo studio del Döring sui testi dossografici relativi al télos è solo una raccolta di materiale, per di più limitata ad un unico problema della morale greca; quello del Covotti sulle fonti del libro VII di Diogene Laerzio è un tentativo di cui questo nostro lavoro, che lo riprende, dimostra la fondatezza ma al tempo stesso i limiti. Il presente studio è dedicato ai testi dossografici di morale. Si tratta, nella quasi totalità, di testi «per scuola». Giungeremo però a concludere che i vari testi «per scuola» altro non sono, con ogni probabilità, se non estratti da un’unica poderosa silloge dossografica «per argomento», paragonabile per ampiezza e importanza a quegli enigmatici Vetusta Placita di fisica di cui scrisse il Diels.
Michelangelo Giusta