Enzo Forcella, giornalista dall’intelligenza inquieta, ha coltivato a lungo anche la passione per la storia. Un «secondo mestiere» del quale il presente volume – introdotto da un affettuoso ricordo di Bernardo Valli – vuole offrire uno spaccato significativo. Ampio è il ventaglio dei temi affrontati in questi diciannove saggi e interventi, talvolta di difficile reperibilità. La Grande Guerra, vista attraverso gli occhi dei soldati «imboscati» e «disfattisti». L’educazione dei giovani nel ventennio fascista. La catastrofe dell’8 settembre. La «zona grigia» durante la guerra civile del 1943-45. Il neofascismo sorto dalle ceneri di Salò. Giuseppe Dossetti e Papa Giovanni: due figure che riflettono le paure e le speranze di un cattolicesimo in profonda trasformazione. Ma anche il ruolo di radio, tv, giornali e giornalisti nell’Italia repubblicana. Ne è uscito un mosaico inaspettato e originalissimo, in cui è possibile individuare almeno tre costanti. Innanzitutto, l’autobiografismo di fondo, sempre da una prospettiva «appartata». Poi, una forma mentis antiretorica, che gli permette una lettura non manichea di questioni ancora incandescenti. Infine, la diffidenza verso il potere, la politica e la «religione dello storicismo».