Dalla Venezia del primo Quattrocento alla Firenze medicea e fino alla Germania in cui già si preparava il dramma della Riforma, la scoperta dell'ebraico ebbe un ruolo centrale nel rinnovamento umanistico. Nonostante difficoltà teologiche, discriminazioni e vere e proprie persecuzioni, le vicende della cultura ebraica nel Rinascimento furono strettamente legate a quelle del circostante ambiente cristiano, in una complessa dinamica di osmosi. L'inquietudine intellettuale di Giovanni Pico, Johannes Reuchlin e dei loro seguaci portò la tradizione ebraica alla pari dei grandi progetti di conoscenza dell'età antica, come il pitagorismo, la filosofia neoplatonica, l'ermetismo. I testi ebraici, contribuirono così in maniera determinante ad allargare il canone della sapienza occidentale e a trasformare il concetto stesso di gerarchia dei saperi La cultura giudaica subì a sua volta una notevole influenza, che diede abbondanti frutti letterari. La retorica classica venne applicata anche alla lingua ebraica, con un'attenzione ai fenomeni stilistici di chiara impronta rinascimentale. In questo libro Giulio Busi ricostruisce il territorio di confine tra cultura cristiana ed ebraica, fatto di contatti personali, di diatribe e incomprensioni ma anche di relazioni che riuscivano talvolta a sconfinare nell'amicizia.