«Quella borghesia provinciale possedeva, insieme coi ‘particolari’ contadini, parte cospicua del territorio comunale… I fondi erano tramandati di generazione in generazione; ed erano ricordati e riprovati i pochi casi di vendite volontarie. Quando il nonno, per il succedersi inopinato di anni funesti… e per fronteggiare le spese dell’educazione dei figli, dovette vendere a prezzo non degno i due fondi aviti, grande fu lo strazio in casa; ed io ricordo di aver visto occhi gonfi di lacrime, anche a lunga distanza d’anni, non tanto per il danno economico, quanto per la perdita della terra che portava il nome della famiglia e con esso s’era quasi identificata. E come si rallegrarono i nonni quando videro il loro figlio amato e stimato da tutto il paese, investire i suoi risparmi nell’acquisto di un’altra terra, alle cui vicende la famiglia poteva ormai essere nuovamente raccomandata!».
Luigi Einaudi