«Paolina, adesso ti spiego cos’è successo», azzarda a un certo punto Ennio Cavalli. Ed è il racconto di un istante, il «precipitato» insolubile di una morte improvvisa. Da lì inizia una nuova dimensione, la vita incrocia l’indomabile assenza dell’amata. Ma nulla è asimmetrico o cauterizzato. «Il poeta non si permetta di saltare un risveglio e un assopimento senza un pensiero a lei», scrive Erri De Luca nella postfazione, «senza l’ascolto teso che vuole cogliere un cenno di presenza, una sillaba di Paola, staccata a goccia dalla tenuta stagna della morte. È lui Euridice che va dietro a Orfeo, al suono che la estrae dagli assenti, solo per la sua musica e non per nostalgia di vita. Non è poeta Orfeo, ma Euridice». Trattativa con l’ombra diventa così un Canzoniere d’amore sottratto al lutto e l’ombra non è un abito fatto con scampoli di memoria, ma il misterioso e costante riflesso del nostro esistere. «Per un lettore, per chiunque abbia conti in sospeso con un’assenza mai giustificata», conclude Erri De Luca, «queste pagine fanno da supplenza. Gli offrono le parole, il tono e la tenacia di una resistenza».